Google Plus è morto

Google Plus è morto… evviva Google Plus!

Google Plus è morto… evviva Google Plus!

Oggi Google Plus compie 4 anni e per qualcuno questo traguardo è quasi un miracolo! Quante volte infatti nell’ultimo anno avete sentito dire che Google Plus ha i giorni contati?

Proviamo a ripercorrere insieme questa cronaca di una morte annunciata.

I fatalisti del web hanno decretato la prima volta la morte di Google Plus il 21 Aprile 2014, giorno in cui Victor Gundotra si è dimesso da Senior Vice President del Social di Google.

Nonostante il dispiacere per le dimissioni del papà di Google Plus, il progetto è cresciuto e si è esteso: Google ha infatti dedicato maggiori risorse al progetto ed ha acquisito DeepMind, pluripremiata società molto attiva nella ricerca delle reti neuronali, ricerca che potrà tornare senz’altro utile nella personalizzazione delle informazioni da fornire ai consumatori in ottica social.

Ma ai detrattori questo non è bastato: Il 28 Agosto scorso Google ha annunciato la rimozione dei risultati legati all’Authorship Markup dalla SERP a causa degli scarsi risultati ottenuti, ma ancora una volta è il Social di Google ad essere accusato: per molti la scomparsa della foto, del nome e delle cerchie dai risultati della ricerca è l’ennesimo segnale di debolezza di G+.

Un ulteriore attacco a Google Plus, ripreso da tante testate giornalistiche (anche di casa nostra), è arrivato il 19 Gennaio del 2015, giorno in cui un blogger (Edward Morbius) ha pubblicato una sua personale analisi relativa agli utenti attivi sul social made in Mountain view: secondo l’analisi in questione (che analizza come campione solo 214 profili nell’arco di tempo dal 1 al 18 gennaio scorso) solo il 9% dei profili risultano attivi su Google Plus, quindi circa 4 milioni di utenti, contro i 500 milioni dichiarati da Google (di cui 300 milioni attivi nello stream social)

L’analisi di Morbius a mio avviso è stata condotta in maniera superficiale e parziale in quanto non teneva conto dei commenti su Youtube, dei post pubblici o dei post sulle communities di Google Plus (il vero fiore all’occhiello della piattaforma) o ancora dei post fatti su pagine altrui: insomma, l’analisi non teneva conto della vera anima di Google Plus.

Ma la cronaca di una morte annunciata continua fino a pochi giorni fa, quando Google ha deciso di scorporare Foto da Google Plus (sia dalle app mobile che con una web app dedicata): anche in questo caso molti utenti hanno visto l’ennesimo colpo mortale. In effetti “escludere” la funzionalità più innovativa dal social di Mountain View può sembrare un azzardo ma forse è stato proprio il successo di tale servizio a far guadagnare a Foto l’indipendenza. Parallelamente alla separazione del servizio, infatti, molte funzionalità sono state potenziate, prima tra tutte la possibilità di backup illimitato gratuito alla risoluzione di 16 Mpx. Insomma, un altro bel passo avanti per l’ecosistema di Mountain view!

Pochi però sottolineano la nascita delle Raccolte, i “magazine virtuali” raggruppati per argomento o interesse che ogni utente può creare a proprio piacimento e che da una marcia in più al vero cuore di Google Plus: la gestione dei contenuti nella sfera della propria identità digitale.

Occorre infatti precisare che Google Plus, per stessa ammissione di Larry Page, non è un social network ma un Social Spine: la spina dorsale dell’ecosistema Google che si integra ed estende le funzionalità di tutte le app di Mountain View e che, diversamente dalle attività svolte su altri social, tende a formare un’identità digitale fondata sui contenuti.

Segnali di questo approccio si riscontrano nelle funzionalità esclusive attivate di recente e particolarmente interessanti in ambito business quali: i sondaggi Google+, MyBusiness, BusinessView e gli Hangouts attivi sui profili local.

Posso quindi concludere augurando, almeno fino al prossimo “coccodrillo preventivo”, buon compleanno e lunga vita a Google Plus!

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Mi chiamo Francesco ma sul web sono presente da sempre con lo stupido nickname "carburano" (acronimo di Carmine Burano). Nella vita virtuale sono un geek appassionato di modding Android (in passato ho realizzato ROM, Kernel e altre cosine del genere), nella vita reale invece mi occupo di tecnologie per l'e-Learning, di SEO e sono una persona che crede ancora nell'ideologia e nel rock'n'roll! Se avete voglia di fare due chiacchiere con me per sfogare le vostre frustrazioni tecnologiche o politiche... beh... questo blog è il vostro posto!


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artic    Officina Wazo - Idee geek e pensiero consapevole è un blog ideato e gestito da Francesco Montanari - 2015