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Etnocentrismo: Quello che i giovani d’oggi non dicono

Etnocentrismo: Quello che i giovani d’oggi non dicono

L’antropologia ci ha spesso parlato di etnocentrismo e delle conseguenze che esso ha sulla società moderna.

La definizione di etnocentrismo, stando a Wikipedia è la seguente:

“L’etnocentrismo, nella sua accezione più moderna e comune, è la tendenza a giudicare le altre culture ed interpretarle in base ai criteri della propria proiettando su di esse il nostro concetto di evoluzione, di progresso, di sviluppo e di benessere, basandosi su una visione critica unilaterale.

Tale approccio si fonda principalmente sul confronto tra società moderne e società tradizionali; da tale confronto si desume che quest’ultime assumono caratteristiche proprie del sottosviluppo, ma l’errore di fondo sta nell’utilizzo di parametri tipici del sistema socio-economico capitalista occidentale, tra cui gli indici del reddito pro-capite, della produzione, dell’alfabetizzazione, del tasso di natalità e di mortalità.”

L’antropologia tuttavia è oramai una scienza umanistica obsoleta e che necessita di corposi aggiornamenti. Potremmo quasi immaginare l’antropologia come un galaxy giò fermo a froyo e che, stando alla casa madre, non verrà più aggiornato per evidenti limiti hardware.

Mi accollo dunque il ruolo di umanistico CyanogenMod, cercando di apportare qualche innovazione che possa permettere ai giovani d’oggi di familiarizzare con le culture altre.

 

Numerosi studiosi (tra i quali il famigerato Sardoncini e lo psicologo Piadinari) hanno testimoniato questo doloroso processo culturale. La ricerca etnografica dei due studiosi ha dimostrato infatti che la ex società patriarcale ha lasciato spazio alla società figliale.

In questo tipo di società il giovane di turno, fulcro decisionale del processo di tecnologizzazione familiare, dona ai propri vecchi device deludenti o ritenuti obsoleti causa uscita della nuova versione. Questo causa nei genitori, una volta ritenuti saggi, una crisi parossisitica dovuta all’inadeguatezza tecnologia dei propri mezzi cognitivi. Il figlio così inizia ad avere un’influenza psichica fortissima che porta i poveri anziani ad azioni inconsuete quali (sono solo pochi esempi):

– indossare sciarpette di Gucci

– abusare di Botox

– mostrare strane capigliature munite di ciuffo

– fotografare la Gioconda con il tablet

Tale pratica, nota come “Sindrome da tecnologia acquisita”, necessita assolutamente di regolamentazione clinica e politica.

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Tale problema viene poi amplificato e reso più grave se si va ad analizzare il brand del device donato dal giovane all’anziano. Bocchini e Cancelli (2006) nella loro ricerca dal titolo “Fan non vuol dire solo ventola” analizzano in dettaglio i 3 brand principali:

– Genitori di figli Apple Fan: sono quelli che accatastano device con cadenza annuale, senza comprenderne il vero motivo, dato che sembrano e sono tutti uguali. Il più grande problema di tali genitori risiede nell’impossibilità di gestire l’eccitazione del figlio e dalla sua voglia di alluminio e vetro zaffiro. Alcuni genitori ci riportano esempi di figli che si avvicinano loro guardandoli da vicinissimo dicendo “si vedono i pixel della tua pelle, non sei munito di speciale tecnologia retina, vecchio di merda“. Il genitore quindi inizia a darsi alla chirurgia plastica (che però non ottiene i risultati sperati perchè alla fine un genitore di plastica è una merda e non è come un genitore in alluminio)

– Genitori di figli Samsung Fan: sono quelli che posseggono il più elevato numero di device, circa 200 all’anno. L’arma utilizzata dai figli è la confusione. Riporto di seguito un dialogo tra un figlio (F) e un padre (P):

P: Pino vieni un attimo, mi avevi detto che l’S6 mini potevamo venderlo a 200 Euro, ma un mio collega mi dice che il figlio gli ha detto che non è più supportato perchè è uscito già da 6 mesi e quindi non vale più di 30 euro, è vero?

F: Papà, ma è normale, sta uscendo l’S8mini extended con S pen, e quello non lo supportano più perchè ha evidenti limiti hardware e poi sarebbe una mancanza di rispetto per chi compra quello nuovo. Tra l’altro io l’ho già pre-ordinato. Vedrai che differenza! Cmq quello dàllo alla mamma che adesso ti passo il mio Galaxy Tab Camera che è bellissimo però non ha la S-Suite e i sensori quindi io prendo il Galaxy S camera note 11 che forse ce l’ha ma di sicuro, forse, ha una nuova versione di Tizen.

Genitori di figli Microsoft Fan: sono quelli meno numerosi, per scovarli siamo stati costretti a recarci in posti ameni quali Svezia e/o Italia. In genere si tratta di famiglie sottoproletarie che puntano all’usato garantito.Sono pieni di qualunque tipo di device, dal tablet mediacom da 50 euro all’iphone 3g con iOs 4.3. I figli sono spesso vittime di bullismo da parte dei figli delle prime due categorie. Nell’ultimo periodo è iniziato per loro un percorso di emancipazione, grazie ad un nuovo vecchio sistema operativo alla ribalta composto da quanti riquadri (detti bsod). Nè genitori nè figli hanno la più pallida idea dell’utilità degli aggeggi che comprano, ma tocca averli per stare al mondo in questa subdola società moderna.

Concludo quindi questo mio intervento con un monito: prima o poi i figli di oggi saranno genitori di domani e questo porterà sicuramente al più grande scontro generazionale di sempre e l’antropologia non potrà tirarsi indietro dall’analizzare questo fenomeno. Alcuni studiosi (Cumino e Gingerbreddo) dicono addirittura che ciò causerà l’estinzione dell’uomo (o almeno di HTC e Nokia).

Quindi, figli d’oggi, fate come i vostri genitori di ieri: se volete salvarvi drogatevi e se vi avanza tempo trombate o almeno lasciate che siano i vostri genitori a drogarsi e trombare.

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Mi chiamo Francesco ma sul web sono presente da sempre con lo stupido nickname "carburano" (acronimo di Carmine Burano). Nella vita virtuale sono un geek appassionato di modding Android (in passato ho realizzato ROM, Kernel e altre cosine del genere), nella vita reale invece mi occupo di tecnologie per l'e-Learning, di SEO e sono una persona che crede ancora nell'ideologia e nel rock'n'roll! Se avete voglia di fare due chiacchiere con me per sfogare le vostre frustrazioni tecnologiche o politiche... beh... questo blog è il vostro posto!


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