Stonex One è disponibile e i nodi vengono al pettine [Aggiornato]

Stonex One è disponibile e i nodi vengono al pettine [Aggiornato]

I primi Stonex One sono nelle mani di recensori e primi clienti ma i dubbi degli scettici iniziano a diventare certezze

 

Che il progetto Stonex One fosse più legato alla retorica di Facchinetti che al prodotto sembrava già abbastanza chiaro dalle vicissitudini di Luglio, ma quanto accaduto nell’ultima settimana sembra avvalorare le mie precedenti ipotesi (per chi non l’avesse ancora fatto, QUI il mio precedente post) con ulteriori risvolti.

Dal 24 Agosto i primi temerari che han deciso di acquistare il device a scatola chiusa (o quasi, dato che quello messo a disposizione da Stonex a Luglio era un preserie), hanno cominciato a ricevere il tanto agognato Stonex One. Molti, come me, attendevano questo momento con ansia per veder confermati o smentiti i propri dubbi sulla bontà del device ma soprattutto per verificare l’apporto del team italiano allo sviluppo della ROM CiaoOS.

Come sappiamo infatti, Facchinetti, nella sua italica campagna di marketing, ha ripetuto centinatia di volte che Stonex One è un prodotto progettato, disegnato e sviluppato in Italia ma assemblato in Cina. Ma è davvero solo assemblato in Cina?

Il primo dubbio è venuto ad un possessore del device che ha voluto verificare il suo IMEI (una sorta di carta di identità del device) tramite un tool online. Ecco il responso: AMOI L760C! Dov’è finita Stonex?

IMEI Stonex Amoi

IMEI Stonex Amoi

L’acquirente nel suo post (quando parla del post it) fa riferimento ad un’immagine girata sul web a Luglio dove su un prototipo di Stonex vi erano riferimenti al produttore cinese AMOI (produttore di device lowcost che spesso fornisce device già pronti da re-brandizzare). A quanto pare l’immagine sopra sembra confermare che non solo AMOI ha assemblato il device ma che ne sia il vero e proprio produttore.

Ovviamente a Luglio, Facchinetti aveva assolutamente negato tale ipotesi, prendendo in giro i critici e citando AMOI solo come un partner tra i tanti.

Ma procediamo

Sin dai primi feedback del preserie, mi ero accorto che alcune componenti del software customizzato (ad esempio le gesture o alcune impostazioni) non erano localizzate in Italiano (visibili chiaramente nell’anteprima di  HDBlog), ma trattandosi appunto di un preserie non avevo dato eccessiva importanza alla cosa.

Oggi però le cose cambiano, perchè i possessori hanno in mano il device definitivo con SW definitivo e possiamo dunque accingerci a fare un’analisi più approfondita.

Ieri, infatti, grazie alla segnalazione di Filippo Favaro (che ringrazio), ho avuto modo di mettere le mani su una ROM Ciao OS datata 14 Agosto e che con ogni probabilità di poco precedente a quella installata di default sui device spediti ai primi acquirenti (un aggiornamento è in fase di lavorazione da ieri, 28 Agosto). Per chi volesse approfondire la ROM è disponibile QUI.

La prima cosa che salta all’occhio è presente nel file build.prop, che contiene tutte le info sul dispositivo. Nel file troviamo 12 occorrenze della chiave AMOI  Vediamo meglio:

Amoi Stonex Build.prop

Amoi Stonex Build.prop

I dati presenti nel file build.prop sembrano confermare che il device in realtà sia stato completamente realizzato da AMOI ma a differenza delle info presenti nell’IMEI il modello segnalato è L861 (forse il codice legato all’IMEI è quello del device base AMOI).

Il build.prop poi fa riferimento alle uniche due customizzazioni presenti nella ROM “italiana” CiaoOS (il resto è un firmware AOSP fornito da Mediatek) ossia i led e le gesture a schermo spento, proprio le parti non localizzate in italiano che si notavano nell’anteprima di HDBlog.

Quindi armiamoci di decompilatore e vediamo cosa c’è dentro gli apk della ROM! AMOI, come immaginabile, è presente un po’ dappertutto dal Launcher alle Impostazioni (ancora grazie a Filippo Favaro per gli screenshot che seguono).

Tracce di codice AMOI nel Launcher

Tracce di codice AMOI nel Launcher

Tracce di codice AMOI nel Launcher

Codice AMOI nelle impostazioni

Codice AMOI nelle impostazioni

Codice AMOI nelle impostazioni

Codice AMOI nelle impostazioni

Anche nel RAMDisk del kernel una breve ricerca della chiave AMOI ci fornisce 13 occorrenze.

Insomma, i dubbi sembrano essere completamente fugati: di software scritto in Italia, per il momento, nemmeno l’ombra. Alla faccia dei proclami e della retorica populista con cui Facchinetti ha infarcito il web negli ultimi 4 mesi! Al momento di italiano in questo smartphone sembrano esserci solo i soldi delle persone che han speso 300 euro per un progetto.

E la certificazione Google invece? Beh, al 17 Agosto nella lista dei device supportati da Google Play, dello Stonex (e dell’AMOI) nessuna traccia!

https://support.google.com/googleplay/answer/1727131?hl=en

https://storage.googleapis.com/support-kms-prod/61064765E6620C413FE3010AC51BDFA9098F

Oltre questo va aggiunto, che dalle prime recensioni (approfondite, non dai comunicati stampa) il device pare ancora instabile e non adatto all’utilizzo quotidiano, con bug che ne limitano il corretto funzionamento, soprattutto con una ottimizzazione scarsissima della batteria che fa fatica ad arrivare all’aperitivo e con una fotocamera lentissima nella messa a fuoco e con funzionalità di scatto con comando vocale in cinese (aridaje)!

Selfie cinesi!

 

Ovviamente, se non si fossero creati hype e aspettative su un device italiano, che dà lavoro agli italiani, per italiani, probabilmente tutto quello che ho riportato in questo post sarebbe superfluo, ma alla luce di quanto emerso sarebbe opportuno che Facchinetti e co. chiarissero definitivamente la questione smettendo di far leva sul populismo per vendere un device che di italiano sembra avere ben poco.

L’unica buona notizia in questo mezzo disastro è che dopo i primi riscontri, Facchinetti sembra essersi calmato un po’ (sono ben 2 giorni che non commenta nulla)!

Sinceramente mi auguro che il team Stonex (al quale da un po’ si è unito il team indipendente di sviluppo della Hazy ROM) si metta a lavoro seriamente per dare agli acquirenti (che superficialmente hanno acquistato un device a scatola chiusa) un device degno almeno della campagna mediatica roboante e retorica di Francesco Facchinetti.

L’unico consiglio che posso darvi è di attendere qualche mese e vedere come si evolve la situazione prima di acquistare lo Stonex One, ma se avete fretta, alternative valide e italiane quanto Stonex One – ossia per nulla –  ce ne sono parecchie. 

 

Grazie a Massimo Raziano per l’immagine di copertina 🙂

 

AGGIORNAMENTO 30 AGOSTO 2015

Ieri ho trovato la risposta ufficiale di Facchinetti riguardo la questione AMOI. Purtroppo non è un risposta sul merito ma, come al solito vittimistica. Eccola:

Stonex e Amoi - Risposta Facchinetti

Se fosse davvero come dice Facchinetti, non ci sarebbe nulla di male. Il problema è che Launcher, Gesture, Impostazioni e Fotocamera non sono componenti di basso livello. Quindi ancora una volta nulla di fatto, nessuna spiegazione plausibile di quanto emerso!

Il resto del post è il solito Facchinetti retorico, nazionalpopolare con quel tocco di vittimismo che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi mesi. L’ennesima occasione persa per fare chiarezza!

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Mi chiamo Francesco ma sul web sono presente da sempre con lo stupido nickname "carburano" (acronimo di Carmine Burano). Nella vita virtuale sono un geek appassionato di modding Android (in passato ho realizzato ROM, Kernel e altre cosine del genere), nella vita reale invece mi occupo di tecnologie per l'e-Learning, di SEO e sono una persona che crede ancora nell'ideologia e nel rock'n'roll! Se avete voglia di fare due chiacchiere con me per sfogare le vostre frustrazioni tecnologiche o politiche... beh... questo blog è il vostro posto!


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